Sport business e digital marketing: segreti, strategie e casi di successo

Il digital marketing rappresenta oggi lo strumento di crescita più potente per la comunicazione, anche nel mercato dello sport. Qualsiasi giocatore, squadra o associazione, prima ancora di diventare vincente sul campo deve infatti esserlo fuori, in quel territorio virtuale e insieme super concreto – viste le cifre che lì si giocano – che è il web.
Stasera ospitiamo la presentazione del libro “Sport Digital Marketing” di Arianna Ioli, in cui oltre quaranta esperti di comunicazione e sport raccontano segreti e strategie per affermarsi online. Non una semplice teoria, ma lezioni pratiche e dal taglio operativo sul mondo del digital marketing applicato allo sport business a 360 gradi.
Ecco cosa ci ha raccontato l’autrice nella nostra intervista:

Arianna, raccontaci qualcosa di te, del tuo lavoro e delle tue passioni.
Storyteller, prima di tutto, una laurea in filosofia e la Scuola Holden di Baricco a Torino.
Dal 2018 CEO e Founder di Europa Innovation, Business School internazionale con sede ad Amsterdam che si occupa di formazione ed eventi su Digital Marketing e Progettazione Europea.
Vivo tra l’Olanda e l’Italia, sempre con la valigia in mano, viaggio in tutta Europa, mi ritengo fortunata per questo.
Sono coordinatrice e content curator dello Sport Digital Marketing Festival di Riccione dalla sua prima edizione ed è qui che è nata l’idea del libro.

Come nasce il progetto di scrivere il tuo libro ‘Sport Digital Marketing’?
Il libro nasce dal desiderio di fissare i fiumi di parole, di esperienze e di professionalità che hanno invaso il palcoscenico e il backstage del festival.
Avevo tra le mani tantissimi casi di campagne digital di successo raccontati dai loro ideatori che meritavano di non andare perdute, ma di restare come esempi di buone pratiche per tutti coloro che oggi lavorano nel digital marketing sportivo.
È un’opera collettiva a cui gli Speaker del Festival -e non solo- hanno partecipato con entusiasmo e disponibilità e a cui l’editore Dario Flaccovio ha dato molta fiducia fin dal primo momento. Su Business e Sport c’è un faro puntato, mancava un libro di riferimento.
Non ho scritto un manuale, è tutto troppo in divenire per mirare a un qualcosa di teorico. Si tratta, più che altro, di una cassetta degli attrezzi a cui chiunque può attingere, qualcosa da aprire ogni volta che si è in cerca di una buona idea o della strada giusta per realizzarla. L’esperienza di chi ci è già passato ha un valore incredibile in un settore dove tutto cambia velocemente e non è facile avere dei punti di riferimento.

Quali sono le opportunità che la rivoluzione digitale ha offerto al settore dello sport?
Incredibili: il digitale in generale e i social in particolare hanno offerto a tutti gli sport, a tutti i livelli, uno spazio divertente e low-cost (rispetto ai media tradizionali) dove comunicare, raccontarsi e farsi conoscere.
Oggi nessuna società può far finta che la Digital Transformation non la riguardi: coinvolge tutti ed è qualcosa con cui occorre misurarsi il prima possibile se non si vuole restare troppo indietro rispetto agli altri.
È un universo ‘altro’ che spalanca porte se si è in grado di coglierne pienamente le potenzialità e investire le giuste risorse e in Italia siamo, troppo spesso, soltanto all’inizio di questa tanto discussa rivoluzione.

Tra tutti, qual è la strategia o la case history che più ti ha stupito tra quelle raccolte?
È difficile sceglierne una in particolare perché sono tutte storie che ho scelto e selezionato personalmente con cura. Storie che mi avevano colpito, che avevo seguito sui social, di cui avevo sentito parlare. Storie di cui mi ero innamorata e che ho scoperto solo in un secondo momento essere veri e propri casi di successo, campagne che hanno portato ‘onore e gloria’ ai loro ideatori e alle squadre che ne erano protagoniste.
Sono però molto legata al contributo di Tom Schreurs del Twente FC, squadra di calcio della Prima Divisione Olandese. Tom è stato il nostro primo ospite internazionale, il suo intervento è molto pratico: come vendere il 10% in più di biglietti stagionali grazie ad una campagna di digital marketing ben fatta e -tra parentesi- farlo quando la tua squadra perde!
È una case history a cui tutti possono attingere, nello sport, si sa, si vince e si perde e comunicare in modo vincente anche quando la tua squadra non è perfettamente al top è un compito piuttosto gravoso!

Perchè hai scelto Open come location?
Mi piacciono gli spazi multifunzionali, dove si può leggere, lavorare, mangiare, fare riunioni e presentare libri. Li trovo molto “europei”, luoghi liberi dove le idee navigano a vista e si dà valore all’incontro. Per la mia tappa milanese mi sarebbe piaciuto proprio uno spazio del genere e per fortuna l’ho trovato!

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