Niente teoria, solo lavoro sui testi. Al via il corso per aspiranti scrittori

Un corso intensivo per autori che stanno già lavorando, o hanno appena finito di lavorare, a un testo. Sabato 8 e domenica 9 febbraio qui in Open ospitiamo il corso “Live editing”, il cui obiettivo è fornire una sponda professionale immediata a chi ha intrapreso la stesura di un’opera, onde identificarne le principali criticità e risolverle, valutandone struttura, forma e stile.
Il docente, Vanni Santoni, qui ci racconta qualcosa di più.

Vanni, raccontaci qualcosa di te, del tuo lavoro e delle tue passioni.

Credo che l’unica biografia sensata per uno scrittore corrisponda alla sua bibliografia. Ho esordito con un libro di epigrammi, Personaggi precari, nel 2007, mentre il mio primo romanzo è Gli interessi in comune, uscito per Feltrinelli nel 2008 e da poco ripubblicato da Laterza. Gli sono seguiti diversi altri romanzi realistici: Se fossi fuoco arderei Firenze (Laterza 2011), il saggio-romanzo sui rave Muro di casse (Laterza 2015), il suo gemello dedicato ai giochi di ruolo La stanza profonda (Laterza 2017, candidato al Premio Strega) e il recente I fratelli Michelangelo (Mondadori 2019).
Parallelamente a questo filone principale ho anche scritto romanzi fantastici come Terra ignota, Terra ignota 2 e L’impero del sogno, tutti editi da Mondadori tra il 2013 e il 2017, e fondato un progetto di scrittura collettiva che ha portato alla realizzazione di un romanzo storico a 230 mani, In territorio nemico, uscito per minimum fax nel 2013.
Scrivo di libri e di cultura sul Corriere della Sera e sulla Lettura, su magazine come Linus, Internazionale, Esquire e Vice, e su riviste letterarie come Le parole e le cose, minima&moralia e L’Indiscreto.
Sono anche un editor, e dal 2013 dirigo la narrativa italiana della casa editrice Tunué, nell’ambito della quale ho lanciato diversi esordienti che si sono fatti notare.

Come nasce il corso di Live editing e cosa si potrà imparare?

L’idea del corso è nata quando alcuni allievi dei miei corsi “base” mi hanno fatto notare che avevo una particolare rapidità nell’editing dei testi, tant’è che potevo farlo anche dal vivo, come del resto accadeva durante tali corsi. È venuto allora naturale sviluppare quest’idea assieme alla Scuola del Libro, e pensare un corso, destinato a chi ha già una certa esperienza di scrittura e qualche testo finito o in lavorazione, che fosse dedicato esclusivamente al commento dei progetti di scrittura e all’editing stilistico. Niente teoria, solo lavoro sui testi.
Credo che si possa anzitutto imparare cos’è l’editing – recentemente ne ho parlato anche in questo video –, come identificare ed evitare gli errori più frequenti nella propria scrittura, e soprattutto come trovare rapidamente la propria voce autoriale e come valorizzarla.

Quali sono le principali difficoltà che incontra chi vuole scrivere e pubblicare un libro?

Di solito il principale problema nella scrittura di un romanzo, una raccolta di racconti o un libro di non-fiction narrativa – al di là ovviamente del raggiungimento di una qualità nella prosa tale da renderlo leggibile e pubblicabile – è quello della disciplina: non è mai facile riuscire a mettersi sul pezzo con regolarità, trovare una struttura plausibile e portare in fondo i lavori della prima bozza. La risoluzione di questi problemi d’approccio è spesso al centro dei miei corsi.
Par quanto riguarda l’esordio – anche su questo argomento ho un video da spendermi – trovo che molti aspiranti scrittori tendano a essere frettolosi e soprattutto tendano a muoversi senza prima aver capito come funziona il campo editoriale. Ad esempio, pochi sanno che il modo migliore per arrivare alla pubblicazione è scrivere sulle riviste, e non mandare manoscritti alle case editrici come se fossero messaggi in bottiglia. Sull’argomento ho scritto anche un articolo che raccoglie diversi suggerimenti sviluppati negli anni.

La rivoluzione digitale come ha impattato sul mondo editoriale?

Direi che, se escludiamo Amazon e il suo effetto sulla vendita dei volumi, i cambiamenti sono stati minori del previsto: gli e-book si sono scavati una nicchia in realtà molto piccola, e l’unico effetto percepibile è stata una temporanea democratizzazione dell’accesso alla professione letteraria: quando andavano di moda i blog, era plausibile trovare un editore se si aveva un blog di successo, e valeva anche per i contenuti più squisitamente letterari. Ora che tutto si è spostato sui social, questo effetto è decisamente diminuito, ma le riviste online continuano a essere i vivai più importanti per l’editoria, oltre che decisivi luoghi di dibattito critico intorno ai libri.

Perchè avete scelto Open come location?

Open è stato scelto dalle professioniste della Scuola del Libro, che lo ha definito perfetto per ciò che devo fare. E io mi fido di loro, visto che lavoriamo in splendida armonia da più di un lustro.

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